La foglia

In una vecchia città, dietro un palazzo a sei piani, su un albero altissimo viveva una foglia. La foglia aveva cominciato la sua vita a marzo, quando vidi la prima volte la luce del sole.
“ Che bella questa palla luminosa” ,- pensò la foglia appena nata, -“mi fa’ sentire così viva, sembra che tutti i succhi che scorrono dentro di me cominciano muoversi velocemente quando sento la luce sulla mia pelle. Sono felice di essere nata!”

Passavano settimane, la foglia cresceva e per luglio raggiunse maturità. Era grande, rispetto a prima, di colore verde- luminoso, e sapeva molte cose sulla vita.
“Ecco che passa quella macchina vecchia, non l’hanno aggiustata. Continua a fare tutto quel fumo cattivo, che mi appassisce i bordi.”- Si lamentava sempre con gli umani la foglia, lì odiava.
”Lì odio tutti, ma perché devono sporcare così tanto l’aria?”

Una notte la foglia si svegliò da una sensazione strana di nausea. Cominciò a guardarsi attorno per capire, cosa stesse succedendo e ritrovò un uomo ubriaco fare i suoi bisogni proprio sul suo albero. Al mattino la foglia si era sentita molto male, come, fra altro, tutto l’albero. Si sentì invecchiare velocemente e divenne molto triste.
“La mia vita sta arrivando alla fine ed io non mi ritengo pronta.” Con questo pensiero deprimente la foglia arrivò a metà settembre lasciando alle spalle un’estate caldissima. Il tempo cambiò. Più spesso apparivano le nuvole, pioveva, tirava il vento, fin quando un giorno la foglia non si staccò dal ramo con una soffiata di vento e non si fece portare via.
“ Ci siamo,”- pensò quel momento la foglia,-“ Addio caro albero, sei stato la fonte vita per me! Che bello volare! Sarà l’ultima cosa bella che sentirò prima di morire.”

La foglia si sbagliava, visse ancora altri tre bellissimi giorni, perché il vento, a quanto imprevedibile può diventare, lo sollevò in alto e lì fece atterrare nella finestra di un appartamento.
Incuriosita si guardava attorno, era la stanza da bagno, le piastrelle sui muri erano blu, con un disegno di foglie, l’aria profumava di pulito e le faceva sentire calma, meno nervosa di quando doveva osservare quegli stupidi umani nelle loro sporchissime macchine, ubriachi, rumorosi, antipatici, non rispettosi della natura.

Passò tutta la giornata a coccolarsi con i pensieri positivi, quanto alla sera la porta si aprì, ed entrò una persona. All’istante la foglia ebbe uno spavento, essere così vicino ad un umano malvagio significava la morte sicura. Era una donna, che non aveva alcuna intenzione di fare cose cattive e che non aveva nemmeno notato la foglia. Si era avvicinata alla finestra e la chiuse, poi si tolsi i vestiti e accesi l’acqua per lavarsi sotto la doccia.
La foglia era meravigliata, non aveva mai visto un umano così bello, guardava incantata l’acqua che scorreva, goccia dopo goccia , teneramente sul corpo angelico. Ammirava la schiuma, che accarezzava il suo seno, l’ombelico, le gambe.
Osservava il movimento delle mani sfiorare il corpo per togliere il sapone. Guardava il suo viso rilassato e dolce. La guardava mentre si asciugava con un asciugamano, che le faceva venire lievi rossori sulla pelle, per quanto era delicata.
Poi la seguì con lo sguardo mentre usciva, finche non rimase da sola.
Immersa nella nube di vapore con profumo delicato pensò – “ Sta succedendo davvero? Pensavo di non essere pronta per morire, ma ora la penso diversamente. Non ero pronta perché dovevo provare questa sensazione. Sono diversa, gli ultimi succhi vitali che mi sono rimasti hanno ripreso a correre su e giù per il mio corpo facendolo tremare. Non so come descriverlo, ma è meraviglioso.”

Nei prossimi due giorni, non fece altro, che aspettare la donna tutto il tempo per rivederla alla sera. Ogni volta per lei era come se tutto il mondo finisse. Esisteva solo quella donna, nuda, con la pelle sensibile, che si coccolava con l’acqua, come la foglia si coccolava sotto le gocce della pioggia. L’apparizione angelica di quella donna le faceva dimenticare tutte le cattiverie cha aveva percepito dagli umani.

Al mattino del terzo giorno, sentì l’arrivo della sua fine, la foglia aveva solo un ultimo desiderio, voleva solo vedere la donna per morire tranquillamente. Le sue forze volevano abbandonarla, ma non si fece rilassare, perché doveva resistere quella lunghissima giornata.
Fuori si fece buio, ma di lei non c’era segno. La foglia cominciò a preoccuparsi.
“Sarà stata trattenuta. Oppure oggi non viene. O forse è successo qualcosa?”- la foglia non sapeva cosa pensare, non riusciva ad essere paziente perché non aveva il tempo. Non avrebbe dovuto averlo neanche fino alla sera.
Poi la porta si aprì e lei entrò. La foglia, tanto felice che si era avverato il suo desiderio, la continuava a guardare, con le sue ultime forze mentre si faceva la doccia, mentre si asciugava. I succhi vitali rallentarono nel suo corpo, la vita la stava abbandonando. Felice di avere vissuto dei momenti meravigliosi un’altra volta stava quasi per morire, quando la donna si chinò verso lei e la presi in mano delicatamente per guardare da vicino. D’improvviso si sentì tremare come la prima volta dall’emozione e poi con l’ultimo pensiero :” Che pelle morbida …” morì …

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