Il ciondolo

 C’era una volta una bambina molto infelice. Nessuno sapeva perché il sorriso non visitava mai il suo bel visino, neanche la bambina lo sapeva. Hanno provato ad ingaggiare cloun, comici, artisti, avevano chiamato dottori, psicologi e scienziati da svariati paesi, ma niente e nessuno riusciva a farla sorridere.

La piccola bambina visse infelice, finche un giorno non decise di scappare di casa per andare a vivere in riva di un lago. L’aveva deciso di fare perché il fatto di essere sempre infelice rendeva infelici i suoi genitori, e questo le faceva stare ancor più infelice. La bambina triste prese il suo zaino e un mattino, prima che si svegliassero tutti, uscì dalla casa per andare a piedi al lago, che conosceva molto bene e che si trovava non molto lontano da dove abitava. Dopo qualche ora di cammino, quando il sole stava nel punto più alto del cielo, dietro gli alberi di un piccolo bosco si fece vedere la superficie splendente del lago. Tirava la brezza, che faceva venire piccole rughette all’acqua e gli uccellini cantavano una canzoncina allegra giocando tra di loro. Trovato il posto dove dormire, appoggiato lo zaino la bambina, sempre infelice, nonostante tutto attorno a lei scoppiasse di gioia si sedette alla riva mettendo i piedi dentro l’acqua e cominciò a piangere. Pianse così tanto e così disperatamente che tacquero tutti i rumori attorno a lei e il sole si nascose dietro una nuvola. Le sue lacrime cadevano direttamente nel lago, che diventava più scuro dopo ogni goccia che lo toccava, dopo il calar del sole, stanca e triste si mise a dormire con lo zaino sotto la testa e la terra che le faceva da letto.

Quella notte, la bambina fece un sogno molto strano. Sognò la sua stanza con dentro mamma e papà chinati sopra una culla con dentro una splendida bambina sorridente. Quando la bambina rimase da sola, la stanza, improvvisamente, divenne molto buia, si aprì la finestra ed entrò una creatura orribile, nera come l’ombra, con orecchie e naso appuntiti, i denti affilati e le mani curve. Si avvicinò alla culla e pronunciò una frase incomprensibile, e il ciondolo appeso al collo della strana creatura si illuminò. Dopo qualche istante  l’orribile mostro era scomparso nella finestra e dalla culla si sentì il pianto.

Un sogno bizzarro e spaventoso aveva fatto svegliare, nel cuore della notte, la bambina infelice. Non sapeva perche, ma aveva la sensazione, che il sogno fosse vero. Pensierosa si alzò e andò a sedersi sulla riva del lago. Per fortuna c’era la luna piena quella notte e i bordi della riva si vedevano perfettamente. L’acqua era tanto limpida che sembrava illuminata dal cuore del lago stesso. Era uno spettacolo piacevole e rilassante dal quale la bambina non riuscì a distogliere lo sguardo. Continuò a guardare immobile anche quando l’acqua cominciò a brillare e la luce concentrarsi nel centro del lago, quando un vortice aprì un buco dal quale uscì una ragazza tutta bianca, che emanava la luce fortissima e aveva i lineamenti della faccia dolci e gli occhi saggi, fluttuò qualche attimo senza muoversi dopodiché s’incamminò, senza toccare l’acqua, verso la ragazza triste. Solo quando era a un metro dalla riva, alzò la mano dentro la quale teneva un ciondolo, uguale a quello della creatura del sogno e cominciò a parlare con una voce calma e bella come il suono del acqua che scorre:

-          Non avere paura di me, non sono una creatura cattiva. Io sono la protettrice del lago. So chi sei perché le tue lacrime mi hanno rivelato la tua storia, vorrei tanto aiutarti. Prendi questo ciondolo e segui il sentiero alle sue spalle, che ti porterà a una caverna, poi dovrai stare molto attenta di non fare rumore. Dovrai entrare dentro e nasconderti nella fessura alla tua destra. Poco prima il sorgere del sole arriverà la creatura, che ti ha rubato la felicità.

-          Perché lo ha fatto?,- finalmente parlò la bambina triste.

-          Lei, era la protettrice del bosco un tempo e di aspetto era una ragazza come me, dopo,  successe un cambiamento per il quale lei divenne cattiva, il bosco sentì la sua malvagità e tutti i suoi abitanti si accanirono gli uni con gli altri. Solo i folletti, spaventati, ebbero coraggio di venire a chiedere aiuto da me. Con l’inganno siamo riusciti ad attirare la protettrice cattiva sulla riva del lago dove io, con un incantesimo antico le tolsi ogni potere di essere protettrice ed è in quel momento che si rivelò la sua vera faccia. Allora divenne mortale e orribile e andò a vivere nella caverna. Cercando di non invecchiare e di non morire trovò una soluzione. Ogni anno nello stesso giorno dell’anno precedente esce a caccia. Cerca bambine nate dall’unione del grande amore dei loro genitori e lì ruba la felicità. In questo modo riesce a ritardare l’invecchiamento di un anno. Ora sul suo collo, per non farseli rubare da nessuno,porta sedici ciondoli e stanotte è la notte della caccia, quindi devi sbrigarti ad arrivare lì, prima che torni lei ed al sorgere del sole sigilli l’ingresso per un ulteriore anno.

-          E se dovessi essere ancora dentro in quel momento?

-          Non riuscirai più ad andare via da lì, appena ti troverà, ti mangerà in un boccone. Dovrai trovare un ciondolo uguale a questo e sostituirlo il più veloce possibile, quando lei si sarà addormentata. Sii attenta di non toccare gli altri, perché il ciondolo che non contiene la tua felicità scoppierà a ridere d’istante svegliando chiunque sia nelle vicinanze. Appena avrai in mano il tuo corri più veloce che puoi da lì e solo dopo il sorgere del sole potrai rompere il ciondolo,e finalmente libera la felicità troverà la strada nel tuo cuore. Ora devi andare, se no, sarà troppo tardi, la luna è già scomparsa dietro gli alberi. I miei amici ti aiuteranno a vedere il sentiero.- con queste parole la protettrice del lago diede il ciondolo alla bambina triste e scomparve nel lago, il buio calò su ogni cosa.

La bambina infelice, rimase a guardare, ma non si vedeva niente. Improvvisamente si senti tirare il pantalone. Guardò giù e vide un piccolo folletto con una lanterna altrettanto minuscola in mano, che la invitava di seguire il sentiero, ora illuminato con tante piccole lanterne nelle mani di una folla di folletti. La bambina non seppe altro da fare, che intraprendere la strada. Camminò per un ora intera e cominciò a sentirsi stanca quando vidi l’ultimo folletto a pochi metri dall’ingresso in una caverna. Il cuore della bambina cominciò a battere fortemente dalla paura, ma sempre decisa entrò dentro. Dovette procedere appoggiando le mani sulla parete del muro, perché non si vedeva niente. Poi sentì le mani sprofondare e capì di aver trovato il suo nascondiglio. Si infilò subito lì cercando di sistemarsi meglio per l’attesa. Le tremavano le gambe dalla paura, oppure dall’umidità fresca della caverna,e per questo, per fortuna, non si addormentò ed era sveglia, quando una risata malvagia, da far venire i brividi riempi la caverna e la luce fortissima, come quella del sole, illuminò tutto, tranne il nascondiglio. La creatura parlò con una voce stridula:

-          È stata proprio una notte faticosa, ma il risultato ripaga la fatica. Ora avrei proprio bisogno di dormire, è quasi l’alba.

La bambina rimase immobile finche non si sentì il respiro pesante della creatura, che si era addormentata. Aspettato un minuto in più, nonostante il sole era quasi per uscire dall’orizzonte, a passi attenti si avvicinò alla orrenda creatura. Come aveva detto la protettrice del lago, sul suo collo erano appesi tanti ciondoli, ma uno saltò subito all’occhio perché all’avvicinarsi della bambina si illuminò un po’ di più degli altri, era il suo ciondolo e doveva prenderlo attentamente. La bambina riuscì a trovare la corda giusto quando l’occhio cadde sugli altri ciondoli la luce dei quali pulsava, come se volesse uscire, lei pensò a tutte le bambine infelici e il suo cuore si strinse. Fece un respiro profondo e con una mano presi tutte le corde e lì sfilò dal collo della creatura, che ormai si stava svegliando dalle risate forti che echeggiavano nella caverna.

-          Chi osa entrare qui e rubare i miei ciondoli!!! – urlava la creatura, ma ormai la bambina era fuori dalla caverna, che correva via dall’orribile luogo.

La creatura, però, era molto veloce, il suo corpo era giovane e forte, quindi si riprese subito e corse per raggiungerla. Quando la bambina sentì i suoi passi dietro di se, non seppe dove correre, quindi fece uno sforzo e un salto lunghissimo si nascose dietro un albero. I ciondoli continuavano a ridere rivelando così la posizione della bambina, che stava quasi per essere scoperta. Ormai non c’era la via d’uscita e la bambina dalla paura aveva chiuso gli occhi, aspettando l’arrivo della creatura. Di un tratto senti un calore dolce posarsi sulla sua guancia, era il primo raggio di sole che le accarezzava la faccia annunciando l’arrivo del nuovo giorno. Con la creatura a un passo da lei, la bambina, usando tutte le sue forze, sbatte i ciondoli contro il tronco dell’albero rompendoli. Un esplosione di luce intensa illuminò il bosco, la bambina che rideva per la prima volta e la creatura malvagia, che invecchiando a vista d’occhio si asciugò del tutto lasciando per terra solo una manciata di ceneri.

Felice e sorridente la bambina corse verso il lago e si fermò alla riva chiamando la protettrice, che le aveva aiutato a tornare una bambina normale, ma nessuno si fece vedere, ne sentire. Solo la superficie del lago nel quale si rifletteva la sua faccia contenta e la brezza che accarezzava l’erba e i fiori.

-          Grazie! ,- urlò la bambina verso il lago spaventando gli uccellini, e andò via a passo svelto. Non vedeva l’ora di tornare a casa. Solo quando stava uscendo dal bosco sentì le vocine, come se fossero alberi a parlare, bisbigliare.

-          Grazie bambina coraggiosa! Grazie…

 

Ah, quanto erano felici e sorpresi la mamma e il papà della splendida bambina, quando la videro correre verso di loro con il sorriso sul viso. Rimasero abbracciati tutti i tre molto a lungo piangendo dalla felicità prima di rientrare a casa e sentire il racconto incredibile della bambina coraggiosa.

E nelle altri parti del mondo altre bambine, per la prima volta si svegliarono con un sorriso sulla faccia.

3 Commenti »

  1. Luca Dice:

    complimenti Jelena, il talento nello scrivere si vede ma quello che si percepisce e’ una sensibilita’ che non si impara e’ una cosa con la quale si nasce e tu ci sei nata. Brava continua a scrivere che chi legge riceve la docezza che hai dentro.
    Luca

  2. demiurgo Dice:

    Ho seguito un link dal forum wmi, e guarda un po’…
    Davvero carino questo racconto!
    Alcune piccole cose in italiano sono da correggere, e forse dovesti anche cercare di sintetizzare alcune parti (per esempio quando la bambina parla con la protettrice del lago, è un po’ lungo), ma al di là di questo la favola è molto dolce, ben congegnata e davvero piacevole da leggere.

    Brava e grazie per aver condiviso questo tuo scritto.

    Ciao
    Paolo (demiurgo)

  3. bimbafragola Dice:

    Grazie per il commento demiurgo, terrò conto delle tue osservazioni per correggere questo racconto e per il futuro :)


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